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Ginnastica Ritmica

La ginnastica ritmica, nata come forma naturale di movimento adatta a tutti, ha subìto negli ultimi decenni una grossa evoluzione trasformandosi, da semplice espressione della figura umana in ritmico movimento, con finalità meramente educative, a pratica sportiva di alto livello con fini eminentemente competitivi perseguibili solo nel quadro di una preparazione fisico-sportiva completa.

[cit. Bruno Grandi in T.S. Lisitskaja, Ginnastica ritmica, Società Stampa Sportiva, Roma, 1982, p. 5.]

 

La ginnastica ritmica è una delle sei specialità della ginnastica riconosciute dalla F.I.G., la Federazione Internazionale che ne regola il movimento e l'organizzazione a livello mondiale. Inizialmente chiamata ginnastica ritmica moderna ha assunto in seguito la denominazione di ginnastica ritmica sportiva. La ginnastica ritmica moderna prende praticamente avvio con il metodo ideato da Emile Jacques Dalcroze, compositore e pedagogo svizzero, atto a stimolare la traduzione del ritmo in movimenti fisici, con l'obiettivo di stabilire collegamenti tra corpo, mente e sfera emotiva. Su questa base sviluppa un tipo di attività motoria basata sul concetto di ritmo e armonia, esaltandone l'aspetto estetico attraverso l'espressività, l'eleganza e la sensibilità musicale. Esercizi con piccoli attrezzi (cerchi e bacchette) facevano parte del programma olimpico di ginnastica artistica femminile in occasione della prima apparizione ai Giochi nel 1928 ad Amsterdam. Successivamente, con una più precisa definizione degli esercizi di artistica con grandi attrezzi, si avrà una maggiore distinzione di finalità ed elementi tra le due specialità.

 

 

Nei primi anni '50, in seguito ad una riunione internazionale svoltasi a Sofia, venne stilato il primo regolamento della nuova specialità. Al suo esordio, la ginnastica ritmica, aveva una funzione di  mera rappresentazione, tanto che le prove realizzate non venivano nemmeno giudicate. Inizialmente si diffonde soprattutto nei Paesi dell'Europa Orientale (a Mosca nel 1948 la prima competizione). La Federazione Internazionale di Ginnastica la introdusse nelle sue attività nel 1962 ed organizzò nel 1963 a Budapest il primo mondiale basato su una formula che valutava le ginnaste sia agli attrezzi che nell'esecuzione di un esercizio a corpo libero. La prima campionessa del mondo fu la sovietica Savinkova. In Italia, dove la ritmica si sviluppò grazie all'operato della prof.ssa Andreina Gotta, si iniziò a gareggiare solo dopo la metà degli anni '60. Nel 1967 al 3° Campionato mondiale di Copenhagen, accanto al concorso individuale compare quello delle rappresentative nazionali ed in quella occasione l'Italia partecipò con una squadra formata da allieve dei corsi ISEF guidata dall'insegnante di Torino Maria Rosa Rosato ottenendo il 6° posto. Nel 1980 la sessione del CIO di Mosca decide l'entrata della ritmica nel programma olimpico dei Giochi di Los Angeles '84 con il solo concorso individuale. La squadra sarà ammessa nel 1996 ad Atlanta.

 

La ritmica è una disciplina femminile, ma non solo. Esiste infatti un movimento per la creazione ufficiale di una ginnastica ritmica maschile, oggi già molto popolare in Giappone. Di recente è stata istituita la "coppia mista", formata da un'atleta femmina e un atleta maschio, con apposite gare.

 

Le gare di ginnastica ritmica, a livello individuale, si disputano su quattro attrezzi, a rotazione sui cinque esistenti: fune, cerchio, palla, clavette e nastro, e su due esercizi, uno con cinque attrezzi uguali, e l'altro con due attrezzi differenti (2+3) per le gare di squadra.

 
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